52° anniversario della stipulazione del Trattato di Non-Proliferazione Nucleare

Cade il 1° luglio 2020 il 52° anniversario della stipulazione del Trattato di Non-Proliferazione Nucleare (TNP), aperto alla firma il 1° luglio 1968 e approvato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel marzo 1970. Il TNP è il trattato sul controllo degli armamenti nucleari più ampiamente sottoscritto nella storia: al 2015 sono 190 gli Stati membri e osservatori delle Nazioni Unite riconosciuti come parte del trattato. India, Israele, Pakistan e Sud Sudan non hanno mai aderito e la Corea del Nord si è ritirata.

Il TNP distingue gli Stati parte in Stati “nucleari” (Stati Uniti, Russia, Regno Unito, Francia e Cina), i quali già possedevano una capacità nucleare militare, e Stati “non-nucleari” nell’accezione militare. Ai primi è richiesto l’impegno di condurre negoziati in “buona fede” per porre fine alla corsa al riarmo nucleare e per ridurre gli arsenali esistenti, con l’obiettivo del disarmo nucleare totale, come stabilito dall’articolo VI che rappresenta il cardine della norma sul disarmo; a tutti gli altri Paesi membri, in cambio della rinuncia allo sviluppo dell’energia nucleare a fini militari, il TNP offre la cooperazione tecnologica per favorire le applicazioni pacifiche di questo tipo di energia.

L’attuale volatilità del contesto di sicurezza internazionale rende necessario l’ampliamento e il continuo sviluppo dei processi di controllo sugli armamenti, sul disarmo e sulla non proliferazione. In questa situazione, per rendere pienamente attuabili i principi espressi dal Trattato di Non-Proliferazione Nucleare, è fondamentale che gli Stati adottino una strategia condivisa per infondere nuova vitalità alla cooperazione internazionale pacifica.

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