Ci ha lasciati il professor Enrico Taliani, il sociologo dai piedi scalzi, fra i fondatori del Corso di laurea in Scienze per la Pace dell’Università di Pisa.

Amava definirsi così il professor Enrico Taliani, un sociologo dai piedi scalzi. Profondamente convinto che per capire il mondo, sia sul piano accademico, sia su quello umano, fosse necessario partire da quel semplice gesto di togliersi le scarpe, poco comune e proprio di chi intende camminare nel mondo con curiosità intellettuale, interrogandosi, confrontandosi con grande umiltà e mettendosi sempre in ascolto dell’altro.
Classe 1935, Taliani era nato a Pontedera da una famiglia borghese. In giovane età, scoprendo una profonda inclinazione per lo studio e la comprensione del mondo, decise di non ereditare l’attività imprenditoriale del padre; scelse invece di assecondare la propria vocazione partendo per la Germania. Fu proprio lì che compì la sua prima formazione e specializzazione, che lo portò successivamente, in veste di ricercatore, in Africa. Quella prima esperienza lo segnò profondamente, tanto da spingerlo a trascorrere molti anni della sua vita sul campo nel continente africano, fino ad accettare, nel 1995, una cattedra presso l’Università di Maputo, in Mozambico.
Nel corso della sua carriera accademica, Taliani è stato ricercatore dal 1963 al 1970 presso Institut für Empirische Soziologie dell’Università del Saarland, in Germania, e successivamente, dal 1970 al 1972, presso il CRIS (Centro Ricerche Industriali e Sociali) di Torino. Successivamente ha ricoperto l’incarico di docente di Antropologia, Sociologia urbana e rurale e Teoria dello Sviluppo all’Università di Messina, per poi approdare all’Università di Pisa, dove ha insegnato Sociologia dello Sviluppo e dei Sistemi sociali comparati. Proprio nell’ateneo pisano è stato fondatore, insieme ad altri colleghi e colleghe, del Corso di Laurea in Scienze per la Pace.
Ritiratosi dall’insegnamento ha continuato la sua attività di studio e di ricerca, frequentando assiduamente le biblioteche di Pisa e di Pontedera, sua città natale, che amava affettuosamente definire “la piana”. Dalla sua casa in campagna a Crespina, ha dato vita a tre saggi di memorie, l’ultimo nel 2021 dedicato all’Africa dal titolo “Africa culla e madre dell’Umanità” ed edito da Ibiskus Ulivieri, in cui racconta la sua esperienza di vita e di ricerca dell’alterità nei luoghi che più hanno segnato la sua vita.
Il prof. Taliani è stato uno dei professori più amati dagli studenti e dalle studentesse. Le sue lezioni erano vere e proprie immersioni nella comprensione dell’alterità e della complessità della realtà che ci circonda. Con i suoi modi gentili e la condivisione generosa della sua esperienza nei paesi poveri, insegnava a coltivare l’empatia, a mettersi nei panni dei più deboli e a prendere parte alle lotte contro ogni forma di ingiustizia, custode della consapevolezza che arrendersi di fronte a un mondo di guerre e ingiustizie non è un’opzione e che lottare per una società migliore è un dovere, e per alcuni una vocazione. In questo momento storico, in cui la morale della forza prevale sul diritto internazionale e la violenza e l’odio verso il “diverso“ hanno preso il sopravvento, il pensiero e la produzione scientifica del professor Taliani assumono un valore ancora più profondo. In un mondo in cui la curiosità intellettuale e la dialettica in cui tanto credeva e per cui tanto si è speso sembrano aver abbandonato il campo, lasciando spazio a semplificazioni del pensiero e conflitti in luogo del dialogo, anche per questo, il mondo piangerà insieme a noi la tua scomparsa.
Il suo pensiero continua a vivere nei suoi allievi, nelle sue allieve e in tutte le persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo da vicino.

Barbara Bonciani, allieva e Docente di Sociologia generale e dello sviluppo presso il Corso di Laurea in Scienze per la Pace
