cherubino

Il CISP ribadisce il suo No alla guerra…

Il CISP ribadisce il suo No alla guerra, sempre, e senza se e senza ma, in Ucraina e nei tanti luoghi del mondo dove le armi portano infelicità e distruzione.

Come luogo di studi per la pace, il centro sta organizzando una serie di incontri e seminari che consentano di approfondire le ragioni di questa crisi.

“La guerra è scoppiata nel cuore dell’Europa. Quella che stiamo vivendo in questi giorni è la più grande minaccia alla pace regionale e alla sicurezza europea degli ultimi 50 anni, con implicazioni globali.

Le possibilità che la guerra possa ulteriormente intensificarsi sono reali.

Come Centro di ricerca impegnato da anni sui temi della pace:

Condanniamo questa guerra, e in genere l’uso della violenza come strumento di soluzione dei conflitti.

Ci dissociamo dalla logica binaria perversa e semplificatrice che riduce ogni cosa allo schema amico/nemico e pensa di risolvere la crisi inviando nuove armi sul terreno di guerra.

Ribadiamo – nel solco dell’art. 11 Cost. – il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.

Auspichiamo l’immediato cessate il fuoco in Ucraina e l’avvio di negoziati in buona fede.

Esprimiamo la vicinanza alla popolazione ucraina, colpita da una feroce guerra di aggressione, e alla popolazione russa, trascinata da un regime dittatoriale in un conflitto che la danneggia.

Sosteniamo l’urgenza di disarmare le menti per risolvere i conflitti senza fare ricorso alla pratica obsoleta e immorale della guerra.

Consideriamo necessario un profondo ripensamento dell’approccio di reciproca sicurezza che superi la logica della politica di potenza fondata sull’accaparramento di armi sempre più letali e si orienti invece alla drastica riduzione degli armamenti, convenzionali e nucleari.

Guardiamo con fiducia al rilancio di un forte movimento italiano, europeo e mondiale contro la guerra, per il disarmo e la solidarietà tra i popoli, che possa fare pressioni sui governi e sulle organizzazioni internazionali per la costruzione della pace con mezzi pacifici.

Consapevoli della complessità che ogni conflitto porta con sé, vogliamo essere – come scriveva Alex Langer – “costruttori di ponti, saltatori di muri, esploratori di frontiera”, convinti che la fatica di esplorare e sperimentare nuove vie per affrontare i conflitti non può essere rinviata al prossimo conflitto. È un compito in cui sentiamo l’urgenza di impegnarci, come membri della comunità accademica e come cittadine e cittadini. Soprattutto, come appartenenti alla comune famiglia umana.

Leggi tutte le iniziative e gli interventi dell’Università di Pisa a sostegno della pace in Ucraina.