Seminario online “Faith-based peacebulding. Irlanda del nord e corrymeela community ” – 8/3/2021

Lunedì 8 marzo, dalle 16:15 alle 17:45, sulla piattaforma Microsoft Teams, nell’ambito dei seminari dei corsi di laurea in Scienze per la Pace e del Centro Interdisciplinare Scienze per la Pace (CISP), si terrà il seminario: Faith-based peacebulding. Irlanda del nord e corrymeela community.

DOVE: Aula virtuale Microsoft Teams. (Team 877ZW, codice del team è 9glpcgc). I soggetti esterni all’università di Pisa che desiderino partecipare devono inviare una mail alla Prof.ssa Eleonora Sirsi (eleonora.sirsi@unipi.it) o alla Prof.ssa Sonia Paone (sonia.paone@unipi.it)

RELATORE: Paolo Nicosia, francescano membro della congregazione dei Frati della riconciliazione. Esperto di ADR e mediatore-facilitatore del registro OSCE. Docente di ‘Mediazione e Peacebuilding’ per lo Studium Generale di UNIBZ e responsabile di una ricerca dottorale internazionale, per lo stesso ateneo, sulla riconciliazione in Irlanda del Nord e in USA. Già docente di ‘Mediazione e conciliazione’ al Corso di Laurea in Scienze per la Pace dell’Università di PISA dall’a.a. 2001-2 all’a.a. 2012-13.

ABSTRACT Il testo dal quale viene estratto l’argomento per questo seminario (frutto di una ricerca interdisciplinare svolta in collaborazione con l’Università di Bolzano e lo Studio Teologico di Bressanone), ha lo scopo di definire le attività (sociali) di riconciliazione ispirate alla fede cristiana, attuate da comunità ecumeniche in relazione a conflitti sociali di base e dal punto di vista dei riconciliatori. Si evidenziano le caratteristiche, somiglianze e differenze del Faith-Based Peacebuilding in contrasto critico con norme/costrutti sociali (giustizia tradizionale, alternativa, ristorativa e approcci ONU), in relazione a dimensioni strutturali quali: conflitto, potere, identità. In particolare la riconciliazione ispirata alla fede cristiana (intesa in senso ecumenico, trasversale tra le diverse denominazioni) viene concettualizzata sulla base della teologia pratica e l’impianto teorico viene applicato in due casi di studio presso comunità cristiane di tipo ecumenico (Corrymeela in Irlanda del Nord e Society of the Atonement in USA) che si occupano di questioni sociali. In entrambi i casi, viene presentato il contesto nel quale hanno operato gli agenti di riconciliazione, per passare quindi ai loro approcci e quelli delle comunità di appartenenza e confrontarli con gli altri spunti della parte teorica. Nel caso nordirlandese sono stati intervistati 35 agenti di riconciliazione cattolici e protestanti, molti dei quali hanno agito nel periodo dei troubles, impegnati come facilitatori di pace e riconciliazione: la maggior parte delle interviste sono state condotte con membri, lavoratori e volontari collegati alla comunità di Corrymeela, forse la più grande e famosa delle comunità ecumeniche in Irlanda del Nord. Si è cercato di recuperare le descrizioni e i vissuti di coloro che hanno facilitato la riconciliazione tra esponenti delle diverse fazioni, ma anche hanno aiutato a livello di dissidi personali da riunificare (in particolare secondo l’approccio di una comunità che promuove l’unità su base cristiana, ecumenica e liberale), rinnovate relazioni e valori condivisi tra membri in precedenza separati o coinvolti in scontri duri. Del resto Belfast rimane una città divisa da tanti muri: non hanno più la funzione difensiva e minacciosa dei tempi dei troubles, ma simboleggiano ancora le divisioni esistenti o latenti tra le comunità cattoliche e protestanti e, probabilmente, all’interno dei cuori di molti nordirlandesi. I muri di Belfast sono chiamati peacelines, che suona eufemistico, in quanto simbolicamente paiono segni concreti della ”normalità dell’anormale situazione di pace mai profondamente raggiunta” (Cosstick, 2015,).