Strumenti liberi per la didattica a distanza e l’amministrazione pubblica 

È inevitabile affidare la teledidattica a piattaforme proprietarie, private e oligopolistiche, o è possibile pensare e praticare alternative libere e pubbliche? Per tentare di rispondere a questa domanda, il CISP e il Centro Interdipartimentale “Diritto e Tecnologie di Frontiera” (DETECT) co-organizzano una serie di seminari on-line, il primo dei quali avrà luogo venerdì 26 febbraio fra le 17 e le 19.
Chi desidera partecipare è invitato a registrarsi qui, entro il 21 febbraio 2021.

Federico Ruggieri, Infrastrutture pubbliche e protezione dei dati

Le Università e gli Enti di Ricerca Italiani hanno una loro rete di trasmissione dei dati che è la Rete GARR, la quale permette a tutti i ricercatori di comunicare fra loro e scambiarsi dati in maniera sicura e con altissime velocità che attualmente vanno fino a 100 Gb.
La realtà italiana è anche interconnessa a livello Europeo con le altre Reti della Ricerca attraverso la rete GEANT e, attraverso GEANT, con le altre reti della Ricerca in tutto il mondo. La rete GARR vede anche connesse molte scuole, Accademie, Musei ed Istituzioni Culturali che riconoscono i benefici di una infrastruttura dedicata alla comunità di cui fanno parte e di cui si fidano. Sulla rete sono realizzati servizi unici come Eduroam o la Federazione di Identità IDEM per garantire accessi sicuri a WiFi e servizi.

Luca Ferroni, IoRestoACasa.work: isolati ma non soli

Da un team di 4 civic hackers fabrianesi nasce nel periodo di lockdown italiano il progetto IoRestoACasa.work per mettere a disposizione una rete di server per videochiamate di gruppo, libere, private e gratuite, per continuare a studiare, lavorare, socializzare.
​​IoRestoACasa.work predispone un sistema di facile installazione per Jitsi Meet e lancia un appello a tecnici, hacker, provider e datacenter italiani per mettere a disposizione risorse riscuotendo l’adesione di importanti soggetti. Tra i primi il provider SeeWeb, l’istituto di ricerca CNR e il GARR. È a quest’ultimo soggetto che si deve una fondamentale spinta al progetto: l’introduzione del software libero EduMeet sviluppato nell’ambito del progetto europeo GEANT. IoRestoACasa.work diviene così un ponte di relazioni costruttive che raccoglie nella propria community Telegram di 480 membri generazioni e competenze diverse a superare piccoli e grandi sfide negli strumenti di videoconferenza e consapevolezza digitale oggi

Flavia Marzano, La lunga storia del software libero: che cosa resta da fare?

La normativa italiana nazionale ha 15 anni, alcune leggi regionali anche di più, l’Europa sollecita i paesi dell’Unione ad adottare software libero nelle pubbliche amministrazioni. La pandemia ha spinto ad adottare piattaforme di DAD e di telelavoro. Perché queste ultime non sono state scelte con licenza libera? Perché dopo il lockdown i governi (centrale e locali) non hanno attivato indirizzi e interventi nella giusta direzione? Che cosa possiamo fare?

Giacomo Tesio, Il valore dei dati

A differenza dell’educazione in carne ed ossa, la didattica “in assenza” (anche detta “teledidattica” o “didattica a distanza”) è basata esclusivamente su uno scambio di dati fra docenti e studenti. Dati che sono spesso veicolati da società del cosiddetto “Capitalismo di Sorveglianza”.
L’economia non è in grado di stimare il valore d’uso di questi dati ed è costretta a ricondurli di volta in volta entro categorie inadeguate (si pensi alle rappresentazioni dei big data come “nuovo petrolio”, come “lavoro” o come “moneta”), che ne impediscono una gestione consapevole e una amministrazione lungimirante.
L’informatica può invece descrivere le relazioni probabilistiche che legano informazioni e dati, e li può quantificare, classificare e correlare, spiegando come permettano di influenzare comportamenti individuali al di là del mercato, di coordinare reazioni collettive ed orientare processi storici.

Moderatrice: Maria Chiara Pievatolo

Locandina

Registrazioni video: Resotube (con scaletta); GARR